Una visita attesa da sempre, un qualcosa che nessuno mai si sarebbe aspettato e che, invece, sabato 23 maggio, accadrà davvero: un Papa che arriva ad Acerra ad incontrare, non solo la Chiesa, ma tutto il popolo di Dio, nel cuore della Terra dei Fuochi.
Da Francesco a Leone: l’eredità della visita ad Acerra
La visita di Papa Leone non era per nulla attesa. Qualche anno fa, era stato annunciato l’arrivo di Papa Francesco ad Acerra, proprio per guardare e toccare con mani i danni e i disastri provocati dalla Terra dei Fuochi, e portare consolazione alle famiglie di coloro che avevano perduto qualcuno a causa di malattie legate all’inquinamento del terreno e delle acque. Il Covid, purtroppo, aveva impedito tutto questo.
Ma se Francesco aveva gettato le basi con la sua Enciclica “Laudato Sii”, per indurre ed invogliare ciascuno di noi a curare il creato, a partire proprio da ciò che ci è più vicino, Leone ha ricevuto il testimone di questa importante missione. E, proprio nella settimana che va dal 18 al 23 maggio (detta proprio della “Laudato Sii”) il Pontefice arriverà e visiterà le martoriate terre dell’inquinamento campano e non solo.
Ormai è da un anno e pochi giorni che Robert Francis Prevost è stato eletto al soglio Pontificio come 267° successore di Pietro. Primo Papa americano della storia, nato si a Chicago, ma vissuto come missionario in Perù, tanto da diventare anche vescovo della diocesi di Chiclayo. Un Pontefice che guarda alla modernità, diverso dalla bontà e dalla naturalezza di Francesco, papa dal cuore latino – americano, ma non per questo meno amato dal popolo cristiano.
Il Papa americano che arriva in Campania per gridare a difesa della Terra
All’inizio, in molti erano a vederlo come un “papa austero”, che voleva tornare indietro invece di proseguire la via tracciata da Bergoglio. Un papa teologo ma anche matematico: sì, ama usare il computer, che impara le lingue di notte (nota a tutti è la storia del suo studiare il tedesco proprio di notte con una app specifica in merito), che fa sport, che è ritornato a vivere nel Palazzo Apostolico…ma ciò che tutti stiamo notando da qualche tempo a questa parte, è il suo piano piano avvicinarsi alla gente.
Lo fa con discrezione, ma poi si lascia coinvolgere a pieno: non solo i bagni di folla di Piazza San Pietro, quanto anche l’accoglienza festosa ricevuta nella sua prima visita pastorale a Napoli, lo scorso 8 maggio: Leone XIV che saluta, che benedice bambini, che ascolta canzoni e che segue, anche, ciò che Francesco ha lasciato in eredità.
E la visita ad Acerra, nella Terra dei Fuochi è una delle cose che ha ricevuto. L’incontro con il clero in Duomo, ma soprattutto l’abbraccio della gente in Piazza Calipari e tutti coloro che incontrerà per strada nel suo percorso in papamobile. I racconti saranno tanti e diversi che Leone XIV ascolterà, soprattutto da coloro che ci vivono in questa terra, che ogni giorno combattono per difenderla e per lasciare un futuro migliore ai propri figli, anche a costo della vita.
Lui, successore di Pietro e messaggero di Dio, saprà dare la giusta risposta a ciascuno di noi. La terra non sia solo “dei fuochi”, ma diventi anche quel creato che Francesco aveva tanto a cuore da difendere.
