Acerra, record di tumori nella Asl Napoli 2 Nord: i dati che riaccendono l’allarme nella Terra dei Fuochi
Ad Acerra il più alto tasso di tumori della Asl Napoli 2 Nord tra il 2010 e il 2022. I dati del Registro Tumori riaccendono il dibattito.
Ad Acerra si registra il più alto tasso di tumori dell’intero territorio della Asl Napoli 2 Nord. Un dato che riporta al centro dell’attenzione il tema della salute pubblica e dell’impatto ambientale nella Terra dei Fuochi, un territorio che da anni convive con l’ombra dei roghi tossici, degli sversamenti illegali e delle bonifiche ancora attese.
I numeri sono stati illustrati dal direttore del Registro Tumori della Asl Napoli 2 Nord, Giancarlo D’Orsi, nel corso di un incontro svoltosi presso il Seminario Vescovile del Duomo di Acerra e promosso dal vescovo Antonio Di Donna, da sempre impegnato nel mantenere alta l’attenzione sulle conseguenze ambientali e sanitarie che interessano il territorio.
I numeri: Acerra supera la media della Asl Napoli 2 Nord
Secondo il report relativo al triennio 2020-2022, nel Comune di Acerra sono stati registrati 515 nuovi casi di tumore tra gli uomini e 421 tra le donne, escludendo i tumori cutanei non melanomi.
Particolarmente significativo è il tasso standardizzato di incidenza:
- 805,75 casi ogni 100 mila abitanti tra i maschi;
- 532,39 casi ogni 100 mila abitanti tra le femmine.
La media dell’intera Asl Napoli 2 Nord è invece pari a 689,71 casi tra gli uomini e 503,07 tra le donne. Il divario appare quindi particolarmente marcato nella popolazione maschile, dove si registra anche una maggiore incidenza del tumore al polmone.
La Terra dei Fuochi e una storia che ad Acerra non è mai finita
Per molti cittadini di Acerra questi dati non rappresentano soltanto numeri statistici. La città è stata uno dei simboli della Terra dei Fuochi e uno dei primi territori in cui sono emerse le grandi inchieste sugli sversamenti illegali di rifiuti.
Ad Acerra si è arrivati a sentenze definitive per disastro ambientale, come nel caso dei fratelli Pellini. Sempre qui sono emersi episodi drammatici legati alla contaminazione da diossina e alle battaglie portate avanti da uomini che hanno dedicato la loro vita alla ricerca della verità. L’iniziativa del Comitato Unitario in città è ancora presente e segue da vicino le vicende legate all’ambiente.

Nel corso degli anni, magistrati e consulenti hanno lavorato per ricostruire il quadro ambientale della zona, portando a sequestri, condanne e provvedimenti giudiziari che hanno contribuito a far emergere la gravità del fenomeno.
Il vescovo Di Donna: «Sono dati preoccupanti»
«Certamente sono dati preoccupanti che ci fanno capire che molto c’è ancora da fare». Con queste parole il vescovo di Acerra, monsignor Antonio Di Donna, ha commentato il quadro emerso dal Registro Tumori.
Da anni il presule è una delle voci più autorevoli nella denuncia delle problematiche ambientali della Terra dei Fuochi e recentemente ha portato il tema anche all’attenzione di Papa Leone XIV, illustrando la situazione del territorio e l’urgenza di una concreta salvaguardia del Creato.
La richiesta dei medici: più controlli, più screening e più prevenzione
I dati hanno spinto i medici presenti all’incontro a chiedere un ulteriore rafforzamento dei sistemi di monitoraggio sanitario e un incremento delle attività di screening sul territorio.
Anche ISDE Campania, l’Associazione Medici per l’Ambiente, ha ribadito la necessità di integrare dati sanitari e ambientali per comprendere meglio le eventuali correlazioni tra esposizioni inquinanti e aumento delle patologie oncologiche e cardiovascolari.
L’associazione chiede da oltre vent’anni la creazione di banche dati accessibili e un sistema di sorveglianza epidemiologica in grado di fornire informazioni sempre più precise e trasparenti. L’obiettivo è quello di rafforzare la prevenzione primaria, ridurre le esposizioni nocive e intervenire prima che le malattie si manifestino.
Il sindaco di Acerra, Tito d’Errico, ha riconosciuto che in città si registra un’incidenza più elevata delle malattie oncologiche, sottolineando però la necessità di approfondire le cause. Secondo il primo cittadino, il fenomeno potrebbe dipendere da una sommatoria di fattori, compresa la presenza di particolari attività produttive sul territorio. Per questo il Comune ha chiesto alle istituzioni sovracomunali studi più approfonditi che consentano di individuare con maggiore precisione eventuali fonti di rischio e adottare le conseguenti misure di tutela.
Tra dati e attesa di risposte
I numeri emersi ad Acerra non devono alimentare allarmismi né essere archiviati come semplici variazioni statistiche. Rappresentano invece un segnale che riaccende il dibattito sul rapporto tra ambiente e salute in uno dei territori più complessi d’Italia.
La richiesta che arriva da medici, associazioni e cittadini è chiara: più trasparenza, più prevenzione, maggiori controlli ambientali e bonifiche concrete. Perché dietro ogni statistica ci sono persone, famiglie e una comunità che da anni continua a chiedere verità e tutela del diritto alla salute.